Cosa credi E’ possibile fare? Parliamo di Maratona

Ciao, ben ritrovato.
Nel precedente articolo ti ho parlato delle forti convinzioni di Felix Baumgartner che gli hanno permesso di compiere un’impresa straordinaria.

Con l’articolo di oggi voglio per l’appunto spiegarti come le nostre convizioni ci condizionano e determinano i risultati che otteniamo o non otteniamo nella nostra vita privata, professionale e sportiva.

Da qualche tempo sto lavorando con un maratoneta. Si è rivolto a me dopo che “la crisi” del 30°km ha iniziato a subentrate anche al 18km.
Per prima cosa abbiamo scelto e definito con attenzione il suo obiettivo: abbiamo preso il suo miglior tempo ottenuto in gara e abbiamo fissato l’obiettivo a 2 minuti in meno. Ti lascio immaginare l’espressione sul suo viso…  Sapevo che per lui era difficile anche solo immaginare di poter fare quel tempo (che tra l’altro non era mai riuscito a raggiungere), soprattutto in un momento in cui non riusciva neppure a correre una mezza maratona (21km). Per lui, dopo le ultime maratone non concluse, sarebbe stato già tanto riuscire a portarne a termine una.
Ed infatti mi dice: “Scusa, non riesco neppure a concludere una maratona e fissiamo l’obiettivo a 2 minuti in meno del mio miglior tempo?!? Non sono mai riuscito a concludere una maratona con quel tempo … Per me adesso sarebbe già tanto replicare il tempo della mia miglior gara e, basandomi sulle mie tabelle, sui miei tempi degli allenamenti passati, forse un giorno riuscirò a rifarlo …”
Ti lascio immaginare la frustrazione che stava provando in quel momento.
Ed io: “Scusa, allora così non esisterebbero i record ed una volta stabiliti non verrebbero più infranti!! Nel 1954 Roger Bannister corse il miglio sotto i 4 minuti e pensare che nessuno lo credeva possibile, anzi all’epoca si pensava addirittura che si sarebbe potuti morire!!   Continua a leggere

Oltre il limite… Felix Baumgartner

Ciao, dopo un periodo molto intenso, eccomi.

Come primo articolo per il mio blog, ho pensato di dedicarlo ad un evento eccezionale che ha lasciato milioni di persone senza fiato. Domenica ho assistito in diretta all’impresa di Felix Baumgartner, il primo uomo a volare oltre la barriera del suono dopo essersi lanciato da un’altezza di oltre 39.000 metri, quasi ai confini dello spazio, battendo il precedente record di Joe Kittinger fermo da oltre 52 anni a 31.333 metri.

Baumgartner si è preparato per oltre 4 anni a quest’impresa (seguito anche dallo stesso Kittinger) per resistere a condizioni estreme che mettono a dura prova il fisico: l’accelerazione (ha superato la barriera del suono e raggiunto una velocità di 1.342 km/h), il freddo (al momento del lancio c’erano -57 gradi), l’ossigeno rarefatto …
Ho seguito con trepidazione questo evento. Man mano che la capsula lo portava oltre i limiti del cielo e le telecamere inquadravano la Terra il cui profilo lentamente, salendo sempre più in alto, disegnava un arco nell’orizzonte sempre più scuro come in un film di fantascienza (peccato non fosse un film, ma la realtà) mi sono detta “Questo è un pazzo!!”. Un solo attimo, il più piccolo errore, la minima indecisione e per Baumgartner è la fine …

Ma il mental coach che è in me subito ha detto “Caspita!! Questo è un uomo straordinario!! Che tranquillità nella voce e nell’espressione del volto … caspita che perfetta gestione dello stato d’animo!”

Quando ha aperto il portellone della capsula svelando l’abisso del cielo sotto di lui, una parte di me ha nuovamente detto “Sì, questo è proprio pazzo!! Ma chi glielo fa fare a mettere a repentaglio la vita?”, ma subito  Continua a leggere